Niccolò da Prato

frate domenicano, provinciale, cardinale

† Avignone 1.IV.1321 -

 

i suoi ricorsi in ..\remigio2\8450.htm con relativi links

   
 

 Lorenzini | Francesco da Prato

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  Letteratura di base su Niccolò da Prato

SOPMÆ IV (1993) 211-12.

Primi e ineludibili strumenti di consultazione:

«Dominican history newsletter» (Instit. Historicum OP, Romae) 1 (1992) ss.

«Archivum Fratrum Praedicatorum», Roma (Istituto storico domenicano) e relativa biblioteca presso il medesimo Istituto.

<V. Fineschi>, Supplemento alla Vita del cardinale Niccolò da Prato religioso domenicano, Lucca 1758, xx-64, mm 140 x 190: BiblDom IV.2.1, già IV.i.1, già IV.334; BNF, Magl. 1162-1. "stampata in Livorno l’anno 1757" del frontespizio in corpo minore intende la Vita scritta dal canonico Bandini, che Fineschi anonimamente emenda e integra (non due edizioni 1757 e 1758!: Di Agresti, Sviluppi 65 n. 35; già Masetti, Monumenta I,245n); l’A. si svela nella Protesta pp. v-vj; trascrive dai diplomi del conv. di Prato andati perduti (non esiste il fondo San Domenico di Prato in ASF, Dipl.). Mia copia parziale, miei contenitori, voce "Prato". B. Orsi, Il S. Domenico di Prato. Notizie e documenti, Prato 1977. E. Neri Lusanna, Un ciclo di affreschi domenicano e l'attività tarda di Pietro di Miniato, «Arte cristiana» fasc. 710 (1985) 301-14.

 Prato, convento San Domenico 1282.

MOPH III, 214/28 (1281): «Concedimus prov. Romanae unam domum ponendam in Prato». MOPH XX, IX n. 4; 62/4-7 (1282): «Ponimus conventum apud Pratum;» 77/33. AGOP XIV lib. GGG, I, f. 288r (a. 1281). Prato allora in dioc. di Pistoia, nel 1653 sede vescovile unita a Pistoia (la pieve Santo Stefano diventa Duomo), separata dal 1954. In cronologia stile fiorentino. In prov. Firenze fino agli anni 1980, poi provincia in proprio.

Cr SMN n° 44, n° 78, n° 97, n° 98, n° 109 (decessi tutti anteriori al 1289-80, tempo d'avvio della cronaca), accoglie coerentemente frati di origini pratesi. A quel tempo, Prato faceva parte del territorio (predicatio) del convento fiorentino; non lo sarà più dopo il 1282, quando Prato avrà un suo convento formale, e una sua propria predicatio, ovvero territorio di competenza conventuale.

Cr SMN 196 («Frater Nicolaus de Levaldinis(?) de Prato...»), è indebita interpolazione cinquecentesca, in calce al folio 15r. Di nessun valore testimoniale, pertanto, il cognome de Levaldinis qui trasmesso. Fra Niccolò sarebbe morto «anno Domini Mcccxxij penultima augusti» (= 30.VIII.1322), quando il capitolo generale Firenze 1321 aveva già inserito il nome del card. Niccolò tra i "suffragia pro defunctis" (MOPH IV, 136 rr. 3-6).

 Capitolo provinciale, Viterbo 1296.

Unica testimonianza circa i nomi dei definitori eletti dall’assemblea capitolare; è relativa al CP Viterbo 1296: provinciale fr. Giovanni da Poli, definitori ffrr. Trasmondo da Orvieto priore di Viterbo, Niccolò da Prato, Iacopo priore di Spoleto, Rainono da Viterbo (ASS, Spoglio Contratti dell’Arch. S. Domenico B 56 [XVII s.], ff. 95v-96r: lettera del provinciale fr. Giovanni, Viterbo 13.1X.[1296]; pergamena originale irreperibile).

E.P., Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 255.

 Priore provinciale dei domenicani della provincia Romana, sett. 1297 - sett. 1299. Lettera di Niccolò da Prato, provinciale, a Ruggeri dei Bondelmonti abate di Vallombrosa, da Pisa 28 settembre <1298>: ASF, Dipl. Badia di Passignano 28.IX.1310.

Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 201-02.

Vescovo di Spoleto 1.VII.1299, cardinale del titolo ostiense 18.XII.1303. SOPMÆ IV, 211.

  Legazione fiorentina febbraio-giugno 1304: 1, 2; sue ascendenze “ghibelline”(?) e familiari: sua sorella Gente, il cognato Albertino da Prato.

I nomi di famiglia o casato attribuiti di volta in volta a Niccolò (Ubertini, Albertini, Alberti, Martini, Levaldini) sono frutto di confusione e di tardiva elaborazione.

E.P., Dal bene comune al bene del comune, MD 16 (1985) 4, 10-14, 17, 74n, 87, 119n; idem, Firenze (Nerbini) 2014, pp. 27-32, ss, 285b.

  Firenze 2.IV.1304. Consigli della repubblica fiorentina, ed. B. Barbadoro, Bologna 1921, 1930, I, 138 ss (17.III.1304,…): molti atti della legazione fiorentina del card. Niccolò da Prato OP. 2.IV.1304 (…) Actum in camera ipsius d. cardinalis, presentibus testibus fratre Dominico priore conventus fratrum SD de Prato, fr. Niccolao de Publica de eodem conventu, et fr. Iacobo de Ficulis de conventu urbevetano fratrum Predicatorum, et ser Lapo Raynerii not. priorum (Consigli della repubblica fiorentina I, 143). 29.V.1304 (…) Actum in camera ipsius d. cardinalis, presentibus testibus fratre Pace Florentino, fr. Phylippo Pratensi et fr. Iacopo de Ficullis de ord. Pred. et aliis (I, 150).

  Firenze 15.IV.1304: «Lictera domini Nicholai episcopi ostiensis et velletrensis cardinalis et legati, quomodo possumus recipere de incertis usque ad quantitatem mille aureorum» al priore e convento di SMN (ASF, Dipl. SMN 15.IV.1304).

Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 242-45.

  Firenze 28.IV.1304. Archivio del Capitolo del Duomo di Firenze, Pergam. 1020 (1303 G) cassa 25. Lettera del card. Niccolò da Prato OP alla badessa e monache di Santa Caterina al Vetriciaio; concede indulgenza di 100 giorni a chi visita la chiesa.

«Frater Nicolaus, permissione divina ostiensis et velletrensis episcopus, apostolice sedis legatus...

Cupientes itaque ut ecclesia religiosarum dominarum dilectarum nobis in Christo   .   .   abbatise et monasterii Sancte Katharine in Vetriciario prope Florentiam, ordinis sancti Augustini, congruis honoribus frequentetur, universtitatem vestram rogamus et hortamur in Domino in remissionem vobis peccaminum iniungentes quatinus ad ecclesiam ipsam imploraturi a Domino vestrorum veniam delictorum in humilitatis spiritu accedatis. Nos enim omnibus vere penitentibus et confessis, qui ad eandem ecclesiam in singulis beate Marie Virginis, sancte Katharine, sancti Nicholai ac dominica Palmarum... accesserint, annuatim... centum dies de iniunctis sibi penitentiis, auctoritate qua fungimur misericorditer relaxamus.

In cuius testimonium presentes litteras fieri fecimus et nostri sigilli munimine roborari.

Datum Florentie iiij kalendas maii, indictione secunda, pontificatus dni Benedicti pape xj anno primo».

Tale monastero risiedeva allora nel popolo di Santa Lucia. «In populo Sancte Lucie Omnium Sanctorum, prope flumen Mugnonis, in infrascriptis domibus in quibus morantur domine que vocantur de Sancta Catarina» (Archivio del Capitolo del Duomo..., Pergam. 189 (1299 D) cassa 22). «... monasterii Sancte Katerine positi iusta muros civitatis Florentie» (ib., Pergam. 802 (1332 A) cassa 20: 27.II.1332/3).

  Aprile 1304: Dante Alighieri e fra L., messaggero del cardinal Niccolò da Prato.

fra L. = Lapo da Prato OP?

Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 221-22.

  Dopo il 12 maggio e verosimilmente prima del 21 giugno 1304, durante la legazione fiorentina del cardinal Niccolò da Prato, Remigio dei Girolami compone il De bono pacis.

Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 225, 229.

  Avignone, gennaio 1309.

Eletto il 5.VI.1305, Clemente V riceve in Bordeaux, di cui era arcivescovo, la delegazione d’elezione il 24.VII.1305. Sulla strada per Lione, dove viene incoronato il 14.XI.1305, sosta nel monastero domenicano di Prouille il 2-3 ottobre insieme col cardinale Pietro Rodriguez Ispano (MOPH XXIV, 28). Soggiorna in Cluny, Nevers, Bourges, Bordeaux (un anno); da marzo 1309 definitivamente in Avignone, dove in un primo tempo viene ospitato nel convento dei frati Predicatori. Sulla via per Avignone, in gennaio 1309 aveva fatto una seconda sosta nel monastero di Prouille, presente il cardinal Niccolò da Prato (MOPH XXIV, 28).

Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 232.

  Paolo dei Pilastri da Firenze (OP 1271, † 1314), familiare del cardinale Niccolò da Prato dopo il trasferimento della curia papale ad Avignone.

Priori di Santa Maria Novella di Firenze 1221-1325, MD 17 (1986) 253-84, pp. 260-63.

  Avignone.

Octavus cardinalis ordinis. Frater Nicolaus de Prato Romane provincie in sua pueritia Dominum secutus fuit in ordine conscientia sincerus, moribus venustus, humilis, quietus, pacificus et aliis prerogativis quam plurimum ornatus. Claruit nichilominus scientia mangna, lector existens apud Minervam in romana curia. Postea factus est procurator ordinis in curia pape, postmodum prior provintialis in sua Romana provintia (Cr Pg 4v-5r). Pro ordine vero suo fuit ut pugil fortis et constans, ipsum subllimando; nam sua procuratione sollicita, a papa Clemente memorato [Clemente V, 1305-14] inpetravit quod in sacro palatio esset doctor frater Predicator, quod a tempore fratris Alberti de Alamania nullus deinceps fratrum nostrorum legere seu docere valuit in antedicto sacro palacio (Cr Pg 5v).

Nella terminologia degli ordini mendicanti conventus curiae, lector curiae, studens curiae ecc., stanno per convento, lettore del convento ecc. della città dove risiede la curia romana. Dal tempo d’Alberto Magno al papato avignonese di Clemente V nessun frate Predicatore insegnò nello studio della curia papale (Cr Pg 4v-5r, 5v; cf. MD 1987, 402-03).

E.P., Il lector romanae curiae nelle cronache conventuali domenicane del XIII-XIV secolo, AA. VV., Vocabulaire des écoles et des méthodes d'enseignement au moyen âge (Actes du colloque Rome oct. 1989), Turnhout 1992, 130-39. Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 239-40.

  Firenze 1311. Una lettera non datata di «fr. Iohannes fratrum ordinis Predicatorum in conventu florentino prior indignus» al cardinal Niccolò da Prato OP raccomanda la causa dei frati nella vertenza col clero fiorentino sul lascito di panni preziosi al convento domenicano fatto in fin di vita da messer Betto dei Brunelleschi.

 E.P., Priori di Santa Maria Novella di Firenze 1221-1325, MD 17 (1986) 280. Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 268-69.

  1312. Al cardinale Niccolò da Prato OP (a suo tempo provinciale Romano), che in qualità di legato papale in appoggio a Enrico VII incorona Enrico imperatore a Roma in giugno 1312, il cronista del convento perugino associa con entusiasmo fr. Annibaldo dei Guidalotti da Perugia, che cantò il vangelo della messa d’incoronazione (Cr Pg f. 59v).

 Priori di Santa Maria Novella..., MD 17 (1986) 256-57 n. 7. Nuova cronologia remigiana, AFP 60 (1990) 275.

  † Avignone 1.IV.1321.

  ASF, Dipl. S. Domenico d'Arezzo 12.VIII.1338: testamento di messer Simone del fu ser Benvenuto della Tenca, già notaio del card. Niccolò da Prato.

Cf. L. Muttoni, Il cardinale Niccolò da Prato per il canonicato veronese di Simone d'Arezzo, «Italia medioev. e umanistica» 23 (1980) 377-79. cart. Nicc. da Prato


  Distingui dall'omonimo: fra Niccolò dei Bolsinghi da Prato OP († 1380 ca.), di ceppo consortile rifugiatosi in Pisa, maestro in teologia, dalla carriera eminentemente professorale (Pisa, Biblioteca Cateriniana 78, f. 34r).

  Raffaele di Francesco da Monte Morello OP († 24.IX.1550 72enne, Cr SMN  n° 868). Tra le sue interpolazioni (cf. Necr. vol. I, LII-LI) anche Cr SMN 196, di fatto giunta scritta in calce di f. 15r, in parte evanita, qua e là d'incerta lettura (da rimettere in nota, in una riedizione critica, non nel testo!): «Frater Nicolaus de Levaldinis(?) de Prato, nepos fratris Orlandi supra nominati [n° 117]. Vir < .  .  . egre>gius doctrina et prudentia(?) ita ut a papa Benedicto XI diu in curia < . . .>tus, tandem episcopus spoletanus et mox cardinalis hostiensis electus est. Qui postea suis patrimoniis ordinavit fieri conventus pratensis ac monasterium  ad< . .>  conventus nostri; et id egit in Avinione dum in curia pontificis esset. Obiit anno Domini Mcccxxij penultima augusti».

Emilio Panella OP

Firenze, maggio 2011


 

finis!
 


appunti di lettura:

05/04/2011 13:15

Caro padre Panella,

Le scrivo in relazione al convegno sul cardinale Niccolò da Prato del prossimo giugno per chiederLe la sua disponibilità a presiedere la sessione pomeridiana del 10 giugno. Le allego il programma in cui mi sono permessa di scrivere il suo nome nella speranza che Lei possa accettare: sarebbe per noi un grande piacere e un grande onore!

La saluto cordialmente in attesa di poterLa incontrare presto,

marina benedetti 

marina.benedetti@unimi.it

 

Niccolò da Prato e i frati Predicatori

tra Prato, Roma e Avignone

 Convegno di Studi, Prato, 9-11 giugno 2011

       9 giugno ore 14:00

Saluti delle autorità

Grado Giovanni Merlo, La cristianità latina tra XIII e XIV secolo

coffee break

 I. La vita del cardinale e L’ordine dei frati Predicatori

Presiede padre Luciano Cinelli

Anna Benvenuti (Università degli Studi, Firenze), Niccolò da Prato nella vita religiosa e politica in Toscana

Francesco Santi (Univ. del Salento, Lecce), Il vescovo e il cardinale

       10 giugno ore 9:00

Presiede padre Marco Rainini

Giulia Barone (Univ. La Sapienza, Roma), La curia e i frati Predicatori (1250-1325)

Luciano Cinelli (Memorie Domenicane), Il monastero di San Niccolò a Prato e la vita religiosa femminile (secc. XIV-XV)

coffee break

Marina Benedetti (Univ. degli Studi, Milano), Promozione della santità e repressione dell’eresia

comunicazioni

Federico Lorenzini (Univ. degli Studi, Firenze), Niccolò da Prato: ricerche in archivio

Alberto Cadili (Istituto per le scienze religiose, Bologna), La diplomazia e le missioni legatizie

      10 giugno ore 15:00

III. La cultura e i libri

Presiede Giulia Barone

Letizia Pellegrini (Univ. degli Studi, Macerata), La biblioteca di Niccolò da Prato

Giuseppina Brunetti (Univ. degli Studi, Bologna), Nicolas Treveth, Niccolò da Prato e i libri dei classici

coffee break

Marco Petoletti (Univ. Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Letteratura e libri ad Avignone al tempo di Niccolò da Prato

Giuseppe Ledda (Univ. degli Studi, Bologna), Dante, Niccolò da Prato e l'Ordine dei Predicatori

      11 giugno ore 9:00

IV.  le arti e la trasmissione della memoria

Presiede padre Fausto Arici OP

Ettore Napione (Museo di Castelvecchio, Verona), Il cardinale mecenate e la sua memoria figurativa

Daniele Torelli (Libera Università, Bolzano), Liturgia e musica nei manoscritti domenicani del Trecento

coffee break

Anne Reltgen-Tallon (Université de Picardie-Jules-Verne, Amiens), I frati Predicatori ad Avignone all’inizio de Trecento

Giovanna Paolin (Univ. degli Studi, Trieste), Niccolò da Prato nella tradizione erudita domenicana del Sei e Settecento

Andrea Tilatti (Università degli Studi di Udine), conclusioni


Federico Lorenzini, Il cardinale Niccolò da Prato (O.P.) † 1321. Univ. degli Studi di Firenze, Fac. Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Scienze Storiche, Anno accademico 2009/10, pp. 200. Copia della tesi donatami dall'A., 7.VI.2011, con dedica autografa 16/05/2011. Grazie!

Indice

Introduzione

I. Vita del cardinale Niccolò da Prato

1.1. Vita giovanile di Niccolò da Prato

1.2. Niccolò da Prato tra Francia, Inghilterra e Italia: legazioni e conclavi

1.3. La stagione avignonese

1.4. Niccolò sotto il pontificato di Giovanni XXII: tra questioni `spirituali' e canonizzazioni

1.5. Il convento di S. Niccolò a Prato: fondazione e storia

2. La politica toscana di Niccolò: Firenze, Pistoia, Pisa

2.1. Firenze e la guerra civile tra guelfi Bianchi e Neri

2.2. Niccolò da Prato e la balìa di Pistoia

2.3. Niccolò da Prato e il tentativo di salvare Pisa dall'Aragona: i rapporti tra il cardinale e Giacomo II d'Aragona

3. Niccolò da Prato e i suoi concittadini in Avignone: nepotismo, favori e cultura pre-umanista dall' Italia alla Provenza

3.1. Niccolò da Prato e i suoi rapporti con Simone della Tenca

3.2. Convenevole e Lippo di Acconcio da Ricovero: due notai da Prato ad Avignone

3.3. I nipoti del cardinale Niccolò da Prato

Conclusioni

Appendice

Documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze

Manoscritto conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Prato

Indice dei nomi

Bibliografia

Minuscola nota di lettura. A sinista della tabella, lettura del Lorenzini in pp. 169 e 171; a destra mia lettura del documento riprodotto nella relativa foto sovrastante:

Lorenzini

Panella

(p. 169) Vanni Albertini qui merito Dominorum Octo fuit operarius et stetit ad reactum faciendum viam pro Sancto Martino x e Christus factus. Lire unam Solidi quinque

ser Vanni Albertini, qui m(anda)to dominorum Octo fuit operarius et stetit ad reactari faciendum viam de Sancto Martino, pro expensis factis: lir. unam, s. quinque

(p. 171) Vanni Albertini qui in brevitum comunis fecerat actum

ser Vanni Albertini et Stephano magistri Bartholomei, qui in servitium comunis fecerunt actari et culmari viam novam de Santo Martino, cuilibet eorum: s. octo

   

17.VI.2014. DHN 20 (2011) p. 42 n° 135.